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Art Gallery » Exhibition » Andrea Chisesi
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Andrea Chisesi

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Nato a Roma nel 1972, dopo aver frequentato il Liceo Artistico e la Facoltà di Architettura di Milano, città in cui vive dall’età di tre anni, Andrea Chisesi intraprende la professione di fotografo specializzandosi nel settore della moda e del ritratto. Grandi personalità dello spettacolo e della cultura internazionale vengono da lui ritratti: Harvey Keitel, Ken Follet, Ibrahim Kodra, James Ellroy, Vinicio Capossela, Vincent Schiavelli, Rutger Hauer, Remo Girone, Steven Tyler, Ornella Muti, Folco Orselli.

Parallelamente alla fotografia trova nella pittura un elemento distintivo della sua ricca personalità artistica. Gallerie d’arte e Case d’asta gli richiedono continuamente nuove opere da esporre in mostre personali e collettive.

 

Pittura e Fotografia: questi i linguaggi alla base dell’arte di Andrea Chisesi.Due tecniche assai diverse che nella sua opera si fondono aumentandone la forza espressiva. Esse vengono messe a confronto e sperimentate, l’immagine reale fusa con quella immaginaria, con processi dalla struttura variabile: un’ opera interamente pittorica viene fotografata, elaborata digitalmente, stampata su tela e nuovamente dipinta, oppure una fotografia viene elaborata, stampata su tela e su questa poi l’artista dipinge.Questa ricerca sulla fusione si è recentemente rivolta all'esplorazione di due diverse lavorazioni che portano a risultati finali differenti: uno più pittorico e uno più fotografico.

 

 

 

Nella fusione pittorica, la tela viene preparata con acrilico o gesso di Bologna, successivamente parzialmente o interamente stampata con un' immagine fotografica e quindi ridipinta ad olio.

 

Nella fusione fotografica invece fotografo una tela dipinta che successivamente fondo in digitale con un' immagine fotografica.Giocando con le trasparenze, scelgo di dare maggiore o minore risalto alle forme e ai colori delle immagini sovrapposte, che possono essere anche più di due. Il risultato finale viene stampato con stampa Lambda su Dibond e messo sotto Plexiglas.

 

Questo processo di compenetrazione gli permette una continua sperimentazione e reinterpretazione in chiave cromatica e strutturale degli stessi soggetti.Sperimentazione questa che gli sta portando il riscontro e l'interesse da parte di stampa, gallerie e collezionisti e le maggiori soddisfazioni.